domenica 13 luglio 2008
venerdì 27 giugno 2008
ascolta
...che massima perversione è la dolcezza
... la mia guardarti (ne)gli occhi
rapìti...
...lénto mar
,trasportàti,
ritórnano sguardi
brucia l'argento d'acqua
,splendénte,
hesolodilùi
ha senso parlàre
scomparirémo
brùcia d'argénto l'àcqua
hesoloilmàre
di-amànte
ha senso a scoltare
... ritórna lénto mar...
mercoledì 25 giugno 2008
domenica 25 maggio 2008
Cane che si morde la coda
L'aggravante fino a un terzo per i reati commessi dai clandestini lede il principio di uguaglianza?
"È la stessa aggravante che si applica al latitante. Perché lì non c'è discriminazione e qui sì? L'obiezione non esiste, è infondata".
fonte:www.repubblica.it
E invece sì, Maroni, perchè equipara la condizione di latitante a quella di immigrato clandestino. Altrove ho sentito giustificare questo discorso ricorrendo all'esempio dell'aggravante di mafia, o terrorismo [Lanfranco Pace, a otto e mezzo]. Ma davvero credete che io sia così stupido? Condizioni criminali possono essere aggravanti, condizioni esistenziali, no. Tanto valeva introdurre il reato di immigrazione clandestina, che è implicito nelle stronzate che state dicendo. E' la stessa cosa. L'uno implica l'altro.
sabato 10 maggio 2008
martedì 22 aprile 2008
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